Shop

Categorie

Categorie
Nuovo · ARMI CORTE

KEL-TEC P 32 cal. 7.65 / 32 ACP

Codice
ACN097/07
Prezzo
400,00 €
Sei interessato a questo articolo?
Richiedi informazioni

- Costruttore: Kel-Tec Cnc Industries inc. Cocoa (Florida) Stati Uniti
- Modello: Kel-Tec P 32
- Tipo: pistola semiautomatica
- Calibro: 7,65 mm (.32 Auto)
- Capacità serbatoio: 7 colpi
- Lunghezza canna: 68 mm
- Lunghezza totale: 129 mm
- Altezza: 89 mm
- Spessore: 19 mm
- Peso: 186 grammi (scarica)
- Sistema di scatto: soltanto in Doppia azione (Dao)
- Pesco scatto: 2.300-2.700 grammi
- Percussione: cane interno
- Estrattore: a unghia
- Espulsore: interno, fisso al fusto
- Sicura: nessuna, mezza monta armando il cane
- Materiali: canna e carrello in acciaio 4140; fusto polimero DuPont St-800
- Finiture: carrello brunito, parkerizzato

 

OWNER'S MANUAL (PDF)

 

Dopo le fortunate versioni P11, calibro 9 Parabellum, e P40, calibro .40 S.&W. la statunitense Kel-Tec di Cocoa (Florida), ha messo a punto la piccola P32 calibro 7,65 Browning (.32 Auto), destinata a ridefinire il concetto di pocket-pistol negli anni a venire. A dire il vero, il termine che più le si addice è vest-pocket pistol, pistola da taschino, categoria alla quale appartengono le storiche Derringer. Per moltissimi anni, negli Stati Uniti, l’ unica 7,65 "da tasca" (concetto nato per la prima volta nel Vecchio continente nei primi del Novecento) fu la Seecamp, pistola dalle eccellenti qualità, ma praticamente introvabile. Costituiva già un’attualizzazione del moderno concetto di pistola, poiché offriva uno scatto Dao (soltanto in Doppia azione) e poteva camerare unicamente le eccellenti Winchester con palla Silver tip, all’ epoca il massimo in fatto di stopping-power per il calibro 7,65. L’aumento della richiesta di tali armi o il ritorno del concetto "meglio piccola in tasca che grossa a casa" ha fatto allargare la famiglia delle semiautomatiche piccolissime, come la Naa Guardian e la Autauga, stesso scatto e sistema di funzionamento. Anche la Beretta ha "perlustrato" questo particolare segmento delle pistole per difesa personale con la Tomcat, pensata soprattutto per soddisfare le esigenze del mercato statunitense, interpretandolo però in modo del tutto personale e proponendo le scatto misto in Singola e Doppia azione e la canna basculante. Una vera e propria arena, nella quale misurarsi con la concorrenza. Forte della precedente esperienza con i fusti polimerici (polimero DuPont St-800), la P32 pesa, con sette colpi nel caricatore, appena 267 grammi, 100 in meno della già leggerissima Seecamp. Sono in pratica i pesi e gli ingombri di una 6,35 o di una .22 Lr, ma di quelle più leggere. Lo spessore è di soli 19 millimetri, numeri da primato per la categoria, e lo scatto di 2.700 grammi è il più basso tra le concorrenti. Ma la vera eccezionalità della P32 è rappresentata dal fatto che è l’unica ad adottare un sistema di chiusura stabile Browning modificato, che le permetterà, in futuro, di camerare anche munizioni +P. Il sistema di scatto è particolare, una Doppia azione assistita dalla slitta: camerando la munizione, il cane arretra, spinto dalla slitta sino ad arrestarsi, in una posizione intermedia, come una mezza monta, mandando parzialmente in tensione la molla di scatto presente nel back-strap (molla che funziona per estensione e non per compressione). In questa posizione, è bloccato dal trigger-bar, che gli impedisce di scattare. Premendo sino a fine corsa il grilletto, il trigger-bar arretra ulteriormente il cane, vincendo la forza della molla di scatto alla quale è agganciato, liberandolo per colpire la testa del percussore. Questo sistema instaura una precarica al cane, in modo piuttosto simile a quanto già attuato, ma con modalità di selezione, dalla coreana Daewoo sul modello Dp-51, che consente una trazione finale particolarmente leggera. Non sono presenti sicure o leve esterne, superflue in un’arma da back-up e da "ultima difesa": per stare tranquilli, conviene camerare la cartuccia soltanto nel momento in cui si è intenzionati a sparare. Premesso questo, la P32 è veramente una pistola "da taschino", capace in più di impiegare un calibro troppe volte sottovalutato, ma che si conferma ancora valido e attuale. Lo smontaggio è molto semplice: si sfila, spingendolo da destra a sinistra, l’unico perno per il disassemblaggio posto sul fusto, Così facendo, il gruppo canna-carrello è libero di fuoriuscire frontalmente, disimpegnandolo dalle guide, realizzate internamente a un blocchetto d’ alluminio 7075-T6, che appoggia nel castello. La canna, poco più lunga di una batteria stilo, è dotata inferiormente di camma aperta e di guidamolla in plastica, avvolto da due molle concentriche. Inusuale l’arresto anteriore del guidamolla, un inserto metallico a coda di rondine, ricavato nella parte anteriore del carrello, al quale bisogna pore la massima attenzione in fase di smontaggio, per evitare di perderlo. La P32 dimostra una buona ergonomia generale. La mira, visto il particolare impiego, prevalentemente a distanza ravvicinata, è fresata sul carrello e non consente una rapida acquisizione del mirino. Non presenta sporgenze e, congiuntamente alla mancanza di comandi esterni (anche l’hold-open è interno), garantisce l’estrazione rapida anche in condizioni estreme. La trazione del grilletto è abbastanza ruvida, ma lo scatto è improvviso, leggero come una Singola azione. Lo sgancio del caricatore è a pulsante, nella solita posizione alla base del ponticello. La P32 allarga la famiglia delle Kel-Tec ponendo nuovi standard alla ritrovata nicchia delle pistole da tasca. Tradizione europea, tecnologia statunitense