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SABATTI ROVER 600 cal. 6 PPC

Cod: ALUS130
Prezzo: € 1.450,00

Carabina usata in perfette condizioni, su calciatura CICOGNANI.

 

MARCA SABATTI LUNGHEZZA CANNA mm 560
MODELLO ROVER 600 LUNGHEZZA CANNA pollici 22.05
CALIBRO 6 PPC LUNGHEZZA ARMA mm 1080
CATALOGO 6587 N. COLPI 5
CLASSE A RIPETIZIONE SEMPLICE (ORDINARIA) NOTE CARICATORE - SPORTIVA

 

La Rover 600 è una carabina a ripetizione  manuale con azione corta e caricatore amovibile.
Le sue caratteristiche costruttive sono identiche a quelle descritte per il mod. Rover 870; essa viene prodotta nei seguenti calibri:
cal. 222 Rem. - cal. 222 Rem. Mag. - cal. 223 Rem. - cal. 6 mm PPC - cal. 6 mm PPC USA - cal. 7,62x39.

E' è il risultato di un’efficace sintesi fra la tradizionale esperienza Sabatti e l’impiego delle più avanzate tecnologie produttive. Il gruppo Otturatore-Culatta con doppia chiusura anteriore, estremamente robusta, è realizzato in acciaio ad alta resistenza, a garanzia di una grande solidità ed affidabilità. La canna, in acciaio speciale al Cromo Molibdeno, è fabbricata mediante martellatura a freddo. L’ottimo grado di finitura interna e la perfezione geometrica delle rigature, conseguibili con questo procedimento, conferiscono alla canna un’eccezionale precisione di tiro. Calcio in noce, zigrinato a mano, con verniciatura opaca e calciolo in gomma. Il serbatoio è incorporato nell’arma e può contenere cinque colpi in bifilare. La sicura agisce direttamente sulla leva di scatto e sul grilletto, conferendo all’arma la massima sicurezza.

 

Costruttore: Sabatti spa
Modello: 600
Tipo: carabina a otturatore girevole-scorrevole
Calibro: 6 Ppc (catalogato anche nei calibri .222 e .223 Remington, .222 Remington magnum, 6 Ppc Usa)
Funzionamento: a ripetizione manuale con otturatore girevole-scorrevole, a colpo singolo
Meccanica: in acciaio con canna fissa montata su calciatura in fibra di carbonio
Scatto: con pacchetto a tre leve, regolabile, senza stecher
Percussione: centrale con percussore lanciato da molla elicoidale
Estrattore: a unghia, in testa all'otturatore
Espulsore: assente Sicura: assente
Canna: lunghezza 22" (560 mm). La rigatura ha 4 principi ad andamento destrorso con passo di un giro in 14 pollici
Alimentazione: manuale Mire: organi metallici assenti, l'ottica è montabile su attacchi tipo Weaver
Calciatura: Cem-Technologies in fibra di carbonio con inserti a resistenza differenziata
Peso: 4.760 grammi (scarica con ottica)
Lunghezza: 1.100 mm, circa
Finitura: azione pallinata opaca, otturatore con superficie lucida
Caratteristiche balistiche: 6 Ppc con palla di 68 grs: V0=3.205,4 ft/sec, (977,0 m/sec), E0=1.616,8, ft.lbs (214,40 kgm)
Numero del Catalogo nazionale: 6587 (6 Ppc)

 

Storia

In Val Trompia la storia delle armi da fuoco è essenzialmente la storia di un popolo che durante il travagliato ed impetuoso trascorrere dei secoli ha dedicato le sue migliori energie ed i suoi più acuti ingegni a questa affascinante attività.

Molti documenti conservati in diversi archivi italiani ed europei, nonché la nutrita quantità di armi (daghe, spade, archibugi, pistole e fucili) gelosamente custoditi nei principali musei storici di tutto il mondo, testimoniano l'esistenza di tale attività in Val Trompia fin dai tempi più remoti, e rivelano l'ingegnosità e l'alto grado di raffinatezza raggiunti da quegli artefici nelle varie epoche passate.
Inserita in questa realtà, è sempre attivamente presente la numerosa famiglia Sabatti, e varie sono le specializzazioni inerenti alla fabbricazione delle armi da fuoco alle quali questi uomini si dedicarono con successo, pur nelle alterne vicende storiche e politiche degli ultimi secoli.
Così troviamo operante in Gardone Val Trompia, nei primi anni del 1700, l'archibusaro Lodovico Sabatti (1674-1745) che, oltre a costruire delle eccellenti pistole a pietra focaia, è anche un qualificato ed apprezzato cannoniere.
Stimato ed abile archibusaro è anche Giuseppe Sabatti, che esplica la sua attività in Gardone Val Trompia tra il 1760 ed il 1815.
È invece esperto cannoniere il suo omonimo, che gode di ottima reputazione ed è considerato fra i migliori bollitori di canne in vero damasco finissimo, nella prima metà dell'Ottocento. (La bollitura è una forgiatura saldante ad incandescenza).

In famiglia la preferenza sembra comunque riservata alla fabbricazione degli acciarini; infatti quando nel 1848 il governo provvisorio di Brescia chiede agli artefici di Magno Val Trompia "non il sangue ma la loro opera in difesa dellapatria", scopriamo che su dieci acciarinai operanti nel luogo ben quattro sono Sabatti.
Della stessa epoca sono il maestro di canne Domenico Sabatti e l'archibusaro Giovanni Sabatti, quest'ultimo in attività tra il 1840 ed il 1880 circa.
Ben noti sono poi i nomi dei componenti le varie diramazioni della famiglia Sabatti che, in seguito, da soli od in società con altri, continuarono ininterrottamente questa attività fino ai giorni nostri. È comunque nell'immediato periodo postbellico (1946) che Antonio Sabatti in società con Giuseppe Tanfoglio ridà nuovo vigore alla produzione di componenti per fucili da caccia, preferenziando sostanzialmente, anche questa volta, la fabbricazione di acciarini.
Verso il 1956 ha inizio anche la produzione di pistole automatiche per difesa personale e quattro anni più tardi questa società si scioglie, assegnando a ciascuno dei due soci un diverso settore di attività.In seguito a questa scissione, nel 1960 i figli di Antonio Sabatti costituiscono fra di loro una nuova società che da allora è cresciuta e si è conquistata un ruolo di tutto rilievo nel panorama mondiale dei produttori di armi sportive. Oggi, i nipoti di Antonio Sabatti: Emanuele, Antonio e Marco, continuano tuttora a produrre, con successo come in tempi lontani, fucili da caccia e da tiro sempre più perfetti e sempre meglio rispondenti alle odierne aspettative dei cacciatori e dei tiratori di tutto il mondo.


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